Mandelagames – 18-09-2026

Articolo sui Mandelagames 2026

I Mandela Games: quando lo sport costruisce ponti tra primaria e secondaria

Venerdì 18 settembre si é svolta la quarta edizione dei giochi studenteschi dell’Istituto Comprensivo 1 “Nelson Mandela” di Mogliano Veneto Una mattinata di sport, sorrisi, merenda condivisa e nuove amicizie per accompagnare i ragazzi nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado.

A cura dell’Ins. Federica Foresto
Funzione Strumentale per la Continuità

C’è un momento, nel percorso scolastico di ogni ragazzo, in cui qualcosa cambia: gli spazi diventano più grandi, le regole un po’ diverse, gli insegnanti nuovi e le certezze costruite negli anni della primaria lasciano spazio a un ambiente tutto da scoprire. È proprio per rendere questo passaggio più sereno e naturale che, anche quest’anno, l’Istituto Comprensivo Statale N. 1 “Nelson Mandela” di Mogliano Veneto ha rinnovato la magia dei MandelaGames, giunti alla loro quarta edizione. Una mattinata che non è stata semplicemente un appuntamento nel calendario scolastico, ma una vera esperienza di incontro, condivisione e crescita. Il cortile e la palestra della sede di via Roma 84 si sono infatti animati con l’energia degli alunni delle classi quinte delle scuole primarie Vespucci, Collodi, Olme, Piranesi e Dante, insieme agli studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Margherita Hack. A fare da filo conduttore, lo sport. Ma anche, e soprattutto, la voglia di stare insieme.

La mattinata si è aperta con l’accoglienza degli alunni e la formazione delle squadre. A dare ufficialmente il via ai giochi sono stati il saluto degli organizzatori e l’intervento della nuova Dirigente Scolastica, Dott.ssa Pasqualina Mazzariello, che ha rivolto ai ragazzi parole di incoraggiamento e partecipazione. Fin dall’inizio è apparso chiaro che la vera sfida non sarebbe stata soltanto quella sportiva. Le squadre, infatti, erano rigorosamente miste: alunni della primaria e studenti della secondaria chiamati a collaborare, conoscersi e sostenersi a vicenda. Un modo semplice, ma efficace, per scoprire che le differenze possono diventare una ricchezza e che, quando si lavora insieme, ogni persona può fare la propria parte. Inclusione, lavoro di squadra e continuità verticale sono state così le parole chiave di una mattinata nella quale il risultato più importante non si misurava solo in punti o classifiche, ma nella capacità di fare gruppo. Il passaggio dalla primaria alla secondaria rappresenta per molti ragazzi un momento delicato. Accanto alla curiosità e all’entusiasmo possono comparire timori, insicurezze e un naturale senso di disorientamento che si manifesta in diversi modi.. I MandelaGames sono nati anche per questo: per trasformare ciò che potrebbe sembrare nuovo e distante, in qualcosa di familiare. Attraverso il gioco, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di muoversi negli spazi della scuola secondaria, incontrare docenti e compagni in un contesto informale, ritrovare volti conosciuti e creare nuovi legami. Una prima occasione concreta per sentirsi parte di una comunità scolastica più grande. Il gioco, in questo senso, diventa un vero strumento educativo: permette di comunicare, collaborare, rispettare regole condivise, gestire le emozioni e confrontarsi con gli altri. E lo fa con la leggerezza e l’entusiasmo che appartengono naturalmente all’esperienza ludica. Ma i MandelaGames rappresentano un momento significativo non soltanto per gli studenti, ma anche per i loro insegnanti. Una situazione informale e dinamica come quella dei giochi, permette infatti di osservare da vicino le relazioni tra i ragazzi: emergono forme di leadership, timidezze, capacità di collaborazione, fragilità e risorse personali che possono diventare preziosi elementi di conoscenza. Questa osservazione condivisa tra docenti della primaria e della secondaria contribuisce a costruire un’accoglienza sempre più attenta e consapevole, capace di accompagnare i ragazzi nel loro nuovo percorso con meno ansia, maggiore ascolto e una buona dose di entusiasmo.

 

La continuità, dunque, non rimane soltanto un principio scritto nei progetti educativi, ma prende forma concreta nelle relazioni, negli incontri e nelle esperienze vissute insieme. E dopo tanto movimento, non poteva mancare un momento dedicato alla condivisione. Le famiglie hanno partecipato numerose all’iniziativa, non soltanto come pubblico, ma anche mettendosi in gioco in prima persona. Grazie alla loro generosità è stata organizzata una splendida merenda di frutta condivisa tra le classi della primaria e della secondaria. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico: stare insieme, condividere ciò che si ha, incontrarsi attorno a un momento quotidiano e trasformarlo in un’occasione di relazione. Anche così si costruisce una comunità scolastica. “Fate gruppo, state uniti e divertitevi!” Le parole rivolte ai ragazzi durante il benvenuto iniziale racchiudono perfettamente lo spirito della giornata: “Il gioco non ha il solo significato di divertimento, ma di conoscenza reciproca, di rispetto delle regole e di unione. Ogni squadra è importante e ciascuno di voi è fondamentale. Un messaggio semplice, ma capace di andare oltre la singola giornata. Perché imparare a stare insieme, ascoltare gli altri, rispettare le regole, affrontare le emozioni e riconoscere il valore di ciascuno sono competenze che accompagnano i ragazzi ben oltre i cancelli della scuola. Un ringraziamento speciale va a tutti i docenti che hanno messo a disposizione tempo, energie ed entusiasmo per la riuscita dell’iniziativa e alle famiglie, la cui partecipazione ha contribuito a rendere la giornata ancora più ricca e significativa. I MandelaGames si confermano così un appuntamento capace di unire sport, educazione e relazioni, trasformando una mattinata di giochi in un vero laboratorio di cittadinanza e di comunità. E quando le squadre si sono sciolte e la giornata si è conclusa, é restato qualcosa di più importante di una vittoria: la consapevolezza di aver fatto un passo insieme. Con questa energia, l’Istituto “Nelson Mandela” rinnova una progettualità che guarda al futuro dei propri studenti, accompagnandoli passo dopo passo lungo un percorso educativo sempre più unito, coeso e attento ai loro bisogni, dai 3 ai 14 anni. Perché, a volte, per costruire un ponte verso il futuro, bastano una squadra, un pallone, un sorriso e la voglia di giocare insieme